Fototeca della Maremma È un archivio digitale che raccoglie in un fondo unico fotografie riguardanti il territorio maremmano dal 1864 al 1970 circa, conservate da archivi pubblici e collezioni private.
Ci sono artigiani ottocenteschi che giravano per le poche strade con un carro come camera oscura, eccellenti dilettanti di nobile famiglia proprietari di terre vastissime, fotografi di paese che hanno fissato eventi e costumi.
Possiamo trovare inoltre le foto di Scheuermeier, antropologo svizzero che studiava la lingua dei contadini e quelle di Ulivi, il “fotografo dei briganti”.gli scatti dei primi intraprendenti fotoreporter e gli onesti artigiani che fotografavano su incarico di uffici e istituzioni a documentare il lavoro e le trasformazioni del territorio
Fanno parte della raccolta infine le fotografie di persone comuni estratte dagli album di famiglia, sepolte nei cassetti o appese a ingiallire al muro.
Tutte le immagini pubblicate in questo sito hanno uno spazio per commenti ed osservazioni, a cui si accede semplicemente inserendo il proprio indirizzo email, in cui possono essere aggiunte informazioni, dettagli e particolari.
L’archivio può così crescere e svilupparsi in modo partecipato e condiviso con chi intenda liberamente contribuire.
Fotografo attivo a Grosseto dal 1860, con studio fotografico anche a Portoferraio e Massa Marittima. Sono qui riportate le 24 vedute dell'Album delle vedute della Pianosa, stampe all'albumina 12x17,5 cm di ottima qualità fotografica, eseguite nel 1874 probabilmente su commissione. Ringraziamo l'Associazione per la Difesa dell'Isola di Pianosa - odv che ha acquistato l'album da un antiquario di Palermo nel 2018 e che ha permesso la riproduzione
Adriani Adriano (1844-1919)
le tracce che l’uso ha lasciato su questi oggetti fotografici è l’idea guida che le accomuna: il consumo fisico, le tracce delle mani, del tempo, del contatto con il corpo che le ha portate addosso. Piccole cose familiari hanno seguito la vita delle persone come oggetti d’affezione,ormai hanno l’odore delle case e dei cassetti. Toccate, scritte, sicuramente anche baciate, piegate, tagliate, strappate, addirittura cucite. Segnate da un ritocco prepotente che non sbiadisce mai, che sovrasta la presa dal vero. Photoshop prima di photoshop.
Album di famiglia: alterazioni e segni del tempo
A Buriano l’appassionato ricercatore Renzo Ronchi ha raccolto 1500 fotografie da fine ottocento al 1970 circa per una una vasta ricerca di cui si è interessata persino l’università di Copenhagen. Più che album di famiglia abbiamo ricostruito l’ipotetico album di intero piccolo paese.
Album di famiglia: Buriano
La famiglia Ponticelli è stata proprietaria di ampie tenute nella Maremma grossetana, e molti membri si sono dedicati alla gestione e allo sviluppo di queste proprietà, contribuendo alla trasformazione agricola. Diversi membri della famiglia hanno ricoperto ruoli significativi nella storia di Grosseto, tra cui sindaci, ingegneri e altre figure di spicco nella politica locale e nazionale. Fra di loro la dinamica Giuliana Ponticelli che ha dedicato la sua vita a valorizzare e conservare l’ambiente naturalistico e storico della tenuta 'la Trappola', un bene ereditato dai suoi avi e che ha voluto mantenere intatto
Album di famiglia: i Ponticelli
Notevoli per omogeneità e numero le fotografie provenienti dalle famiglie di origine veneta stabilitesi ad Alberese nella prima metà del novecento. Alfio Barbonesi le ha raccolte per una ricerca di Massimo De Benetti e Paolo Nardini nel 2004. Sono documenti privati di una importante migrazione interna verso la Maremma.
Album di famiglia: le famiglie venete di Alberese
Le fotografie private del prof. Giuseppe Guerrini, naturalista, insegnante e storico. È stato presidente della sezione grossetana di 'Italia Nostra', fu membro del comitato scientifico del Parco Naturale della Maremma, partecipò alla ricostituzione della Società Storica Maremmana, fondatore della Società Naturalistica-Speleologica Maremmana e ideatore del Museo di Storia Naturale di Grosseto di cui fu il primo direttore.
Album di famiglia: le fotografie di Guerrini Giuseppe 1924 - 2006
A Sassofortino il fotografo dilettante Diletto Marini ha lasciato una ordinata raccolta di immagini della sua famiglia. Le sue inquadrature curate e composte rappresentano un prezioso repertorio di cose e situazioni desiderate più che vissute, la forma che hanno preso i suoi desideri, le possibilità e le licenze che spesso non sono date nella vita reale
Album di famiglia: Sassofortino (Marini Diletto )
Simona Barabesi, storica responsabile dell’ufficio stampa del Rossini Opera Festival di Pesaro ha dato un grande contributo in termini di impegno, competenza e professionalità alla crescita del festival. Fra le sue foto di Orbetello, l’incredibile arrivo a bordo di un idrovolante di un cammello proveniente dal corno d’Africa negli anni ’30 del novecento
Album di famiglia:Barabesi Simona
Del marchese Piero Azzolino si hanno pochissime notizie. Cugino del principe Tommaso Corsini, fu spesso ospite nel castello di Marsiliana, centro dell'estesa tenuta dei Corsini. Ha lasciato molte lastre e stampe, in parte conservate nell'archivio Corsini e in parte nell'archivio Trionfi Honorati, che sono diventate nel tempo vere icone maremmane: i pastori, le greggi, la transumanza, i butteri, le mandrie, la merca del bestiame brado, i carrettieri e i carbonai, le battute di caccia. Alcune sue fotografie sono state riprodotte nei loro quadri dai pittori Macchiaioli fra cui Giovanni Fattori .
Azzolino Piero (1837-1915)
Questa breve raccolta vuole essere un omaggio agli ignoti artigiani che per mestiere producevano vedute per le cartoline, e alla fototipia un processo di stampa interamente fotografico (vera fotografia, senza inchiostro) che permette una qualità ancora insuperate nella stampa in serie delle fotografie in bianco e nero. Si apprezza la padronanza tecnica con cui gli ignoti autori hanno lavorato, il rigore calligrafico dell'esecuzione e l'efficacia rappresentativa e didascalica. Si sente la scuola dei fiorentini Alinari che non accettava inquadrature approssimative, linee cadenti, piani non a fuoco o esposizioni non esatte.
Cartoline Vera fotografia (1945-1965)
La Biblioteca Chelliana di Grosseto conserva quella che è probabilmente la raccolta più antica di fotografie della Maremma ma anche la prima documentazione fotografica del territorio maremmano in senso moderno. Si tratta di un album datato 1864 che contiene venticinque stampe all'albumina (formato medio 12x17 cm) di Vincenzo Choquet, fotografo senese dalla biografia pressoché ignota. L'album fu eseguito su probabile commissione dell'Ufficio Tecnico per le Bonifiche che si era appena costituito presso il Genio Civile di Grosseto. I soggetti sono soprattutto le opere della bonifica lorenesi in Maremma, ma non manca una sintetica carrellata di luoghi rilevanti: oltre a ponti e canali, i resti etruschi, il duomo di Grosseto, la innovativa fattoria di Barbanella di Bettino Ricasoli, i confini della città, il padule.
Choquet Vincenzo (Victor) , album 1864
Nato a Massa Marittima, da ragazzo si trasferisce a Piombino a causa del lavoro del padre, impiegato presso il locale municipio. Di carattere eclettico, intraprende da autodidatta la carriera di fotografo professionista specializzandosi in fotografia industriale e diventando uno dei maggiori narratori della realtà industriale di rilevanza nazionale all'epoca presente a Piombino e della collegata industria mineraria maremmana lasciando il suo segno nelle prospettive e geometrie industriali. Nel secondo dopoguerra sarà un testimone della ricostruzione industriale a Taranto, Genova, Savona, Trieste, ovunque rappresentando la potenza tecnologica e la capacità costruttiva di quel periodo di grandi aspettative
Civilini Lando (1905-1968)
Fondato nel 1928, il Consorzio Bonifica Grossetana ha avuto un ruolo preminente nella definizione del paesaggio maremmano attuale. Le immagini documentano la mole immane di lavoro che fu necessaria per rendere abitabile la Maremma; le scene popolate da decine, se non da centinaia di operai, spesso armati solo di badile e carriola, ma anche le draghe e le idrovore gigantesche, le distese d'acqua a perdita d'occhio, le strade bianche che sorgono nel paesaggio bonificato rappresentano un lascito per la memoria degli abitanti attuali della Maremma. Notevole rilievo viene dato ai cantieri stessi, alle macchine e alle nuove tecniche, ma anche al lavoro dell'''uomo e alla sua organizzazione.
Consorzio Bonifica (1930-1960 ca.)
Vincenzo Andante ha lavorato tutta la vita come buttero al Deposito Allevamento Quadrupedi di Grosseto. Anche pittore e fotografo, ci ha messo a disposizione la sua personale collezione di stampe e negativi.
Deposito allevamento quadrupedi, Grosseto
Una breve rassegna di fotografie del medico e archeologo che identificò la città etrusca di Vetulonia al tempo delle sue importanti scoperte
Falchi Isidoro e Vetulonia
Le fotografie del Genio Civile e della Provincia di Grosseto rappresentano le attività compiute da questi enti nella sistemazione del territorio a partire dai primi decenni del Novecento. In particolare sono documentati lavori stradali degli anni '50 e '60 con ponti, case cantoniere, costruzione di acquedotti e varie sistemazioni del territorio dopo i danni della seconda guerra mondiale. Si tratta di un patrimonio significativo per comprendere la trasformazione del paesaggio in senso moderno di quegli anni, anche se spesso le immagini sono prive di date e informazioni che ne permettano un'identificazione esatta.
Genio Civile e Provincia di Grosseto
La famiglia conserva a Sesto Fiorentino nei suoi archivi circa venti album di fotografie, in massima parte scattate personalmente da Giulio Guicciardini Corsi Salviati e da lui annotate con note precise su date, persone e luoghi. C'è il mondo dorato, la vita di una famiglia agiata che si trasferiva in Maremma per la stagione della caccia, ma le gite e le avventure maremmane sembrano filtrate da un senso del dovere sempre presente, dal desiderio di essere all'altezza del proprio ruolo e delle aspettative che ne derivano. La natura e i luoghi selvaggi, le cacciate sono vissuti con compostezza urbana: le signore prendono il tè nella macchia o giocano col maialino. Della Maremma si sente il peso mitico nelle immagini di mattine nebbiose e di cacciatori solitari, veri sprazzi di libertà e forse di fuga.
Guicciardini Giulio Corsi Salviati (1887-1958)
Da un opuscolo commerciale del 1937 le fotografie delle cave del pregiato granito dell’isola. La loro posizione di fronte al mare offriva la possibilità di attracco di grossi natanti per il trasporto del materiale estratto.
Le cave di granito all’ Isola del Giglio
L'estrazione di minerale e lo scavo della terra ha per anni disegnato l'aspetto di grandi zone di territorio, ha prodotto costruzioni e insediamenti, organizzato spazi e costruito centri abitati, fatto da sfondo a rapporti sociali e vita quotidiana, lotte sindacali e immani tragedie. Oltre all'importantissimo lavoro di Corrado Banchi, oggetto di un precedente studio di Fotografia e Territorio aps, e alle fotografie di Lando Civilini presenti in una sezione dedicata della Fototeca della Maremma, sono state raccolte fotografie sparse, spesso provenienti da fondi minori o totalmente anonime che testimoniano questa importante attività presente in Maremma dai tempi più antichi. Una sezione particolare è dedicata alla miniera di pirite di Cavriglia (Arezzo), dove la pirite veniva estratta a cielo aperto dopo la chiusura delle estrazioni in profondità a seguito del grave incidente di Ribolla nel 1954.
Le miniere della Maremma
Dalle ricerche di Corrado Barontini e Gaetano Telloli, la storia di Marina di Grosseto e del suo quartiere più particolare, Sciangai: borgo popolare nato dalla fine degli anni ’30 a lato del canale San Rocco e costituito inizialmente da capanne e baracche autocostruite. La stretta economia e l’uso di materiali poveri non hanno impedito la crescita di un vero piccolo villaggio, dove tutto è minimo, ma con una precisa e spontanea identità.
Marina di Grosseto
Una serie di cartoline illustrate di Porto Santo Stefano della fine del 1800, a cui si aggiungono alcune vedute di Peter Paul Mackey (1851-1935) padre domenicano inglese, ma anche storico, filosofo e archeologo, che compì lunghi viaggi testimoniati da accurate fotografie di siti archeologici.
Monte Argentario fra '800 e '900
L'archivio fotografico e di filmati raccoglie la documentazione prodotta a partire dal 1953 a seguito di una disposizione ufficiale che stabiliva la necessità di sistematiche campagne per la ripresa fotografica dei lavori e l'istituzione di una fototeca che ne documentasse gli avanzamenti. Con le assegnazioni di terre il paesaggio ha cominciato a punteggiarsi di casette bianche, tutte uguali, di strade perpendicolari e di piccoli appezzamenti che lo fecero uscire definitivamente dall'antichità. Notevole è la presenza di fotografie aeree degli insediamenti, eseguite dall'aeroclub di Siena che si era da poco costituito. Con la loro prospettiva obliqua da bassa quota queste immagini sono una novità nella visione della campagna maremmana.
Riforma fondiaria (1930-1960)
Nel 1924 scese in Italia l'antropologo svizzero Paul Scheuermeier per documentare la lingua e la vita dei contadini, e usò la fotografia come prezioso strumento. In Maremma venne prima a Gavorrano, passò da Grosseto, rimase alcuni giorni a Scansano e Porto Santo Stefano, ma si fermò più a lungo a Pitigliano nel 1925, dove rimase fino a quando l'otturatore della macchina fotografica si ruppe. Dapprima fotografò quasi solo oggetti, poi anche scene di lavoro nei campi, spesso dando grande rilievo all'ambiente abitato e al paesaggio, gruppi di persone nelle strade di paese, donne alla fonte e uomini sui carri. i suoi cataloghi di attrezzi da lavoro appoggiati a un muro o a una porta diventano nature morte piene di simboli, gli oggetti veri protagonisti di vita e fatica, i suoi interni di cantine umide o cucine affumicate ci si presentano come antri oscuri e misteriosi.
Scheuermeier Paul (1888-1973)
La presenza dei militari americani a Grosseto, dall’archivio di Vladimiro Capecchi e dagli archivi del 57th Fighter Group dell’aviazione militare USA di stanza all’aeroporto di Grosseto dal giugno 1943 alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945.
Seconda guerra mondiale, Grosseto nelle fotografie dei militari americani 1944 – 1945
Con il contributo dell’archivio di Wladimiro Capecchi abbiamo raccolto una serie di fotografie scattate dai militari tedeschi durante la seconda guerra mondiale, prima della liberazione di Grosseto il 15 giugno 1944.Una notevole serie riguarda il bombardamento e la quasi totale distruzione dell’aeroporto di Grosseto da parte degli americani il 20 maggio1943. Vi morirono più di 1600 persone, in gran parte militari tedeschi che vi stavano accampati.
Seconda guerra mondiale, Grosseto nelle fotografie dei militari tedeschi, 1940 - 1944
Nato a Massa Marittima, da ragazzo si trasferisce a Piombino a causa del lavoro del padre, impiegato presso il locale municipio. Di carattere eclettico, intraprende da autodidatta la carriera di fotografo professionista specializzandosi in fotografia industriale e diventando uno dei maggiori narratori della realtà industriale di rilevanza nazionale all'epoca presente a Piombino e della collegata industria mineraria maremmana lasciando il suo segno nelle prospettive e geometrie industriali. Nel secondo dopoguerra sarà un testimone della ricostruzione industriale a Taranto, Genova, Savona, Trieste, ovunque rappresentando la potenza tecnologica e la capacità costruttiva di quel periodo di grandi aspettative.
Ulivi Ausonio (1868-1933)
FOTOGRAFIA E TERRITORIO aps è un’associazione culturale attiva a Grosseto dal 2008 che utilizza la fotografia come strumento di osservazione sulla contemporaneità.
Cataloga, studia e restaura fondi fotografici che riguardano la Maremma Toscana e cura una collana di monografie sull’argomento.
Svolge attività didattica sulla fotografia: dalla scuola media inferiore al Polo Universitario, dal laboratorio in carcere, al corso per immigrati richiedenti asilo. Parliamo di fotografia per parlare del mondo
Carlo Bonazza, fotografo, editore, insegnante di fotografia, lavora dal 1979 a Grosseto. Ha prodotto ricerche e libri di immagini sui luoghi, il paesaggio e le trasformazioni della sua terra.
Ha collaborato a lungo con l’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma ed è socio fondatore dell’Associazione Fotografia e Territorio.
Le immagini della Fototeca della Maremma sono consultabili gratuitamente e riproducibili per scopi culturali, didattici o usi privati, mentre rimangono i diritti dei proprietari dei singoli archivi per quello che riguarda pubblicazioni a stampa o utilizzi commerciali.
Nell'idea di creare un archivio fotografico in continua evoluzione e implementazione, di mantenere il progetto partecipato e condiviso trovi qui sotto uno spazio in cui puoi farci sapere la tua opinione sul lavoro svolto, dare informazioni o postare commenti su uno dei tantissimi scatti presenti o segnalarci nuove immagini da inserire nella Fototeca della Maremma.
Realizzato grazie al contributo di
© 2025 Fotografia&Territorio Associazione Tutti i diritti riservati
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